19 dicembre 2011

I 27 errori più comuni della lingua italiana!

  1. Da o ? Dipende dai casi: se preposizione semplice si usa "da", se voce del verbo dare si usa "". Esiste un ulteriore caso: se si utilizza come imperativo alla seconda persona singolare vuole l'apostrofo.
  2. Un poun pò o un po'? La forma corretta è con l'apostrofo: un po'.
  3. A volte o avvolte? La forma corretta è staccata: "a volte".
  4. Desse o dasse? Stesse o stasse? Le forme corrette di questi congiuntivi sono desse stesse.
  5. Entusiasto o entusiasta? La forma corretta anche in caso di riferimento a un nome maschile è entusiasta; al plurale invece torna la distinzione fra maschile e femminile: entusiasti ed entusiaste.
  6. E o ed? A o ad? La d nell'italiano contemporaneo si usa nel caso in cui la parola che segue cominci con la stessa vocale: vado ad Ancona. Se la parola successiva inizia per vocale diversa  la d eufonica è facoltativa e non viene considerata errore: vado a Empoli, vado ad Empoli. Se la parola successiva inizia con h aspirata (Heine, Hitler) la d eufonica non si usa, a meno che non si tratti di un prestito straniero ormai assimilato (hobby, handicap).
  7. Qual'è qual è? Buon'uomo o buon uomoTal'uomo o tal uomo? Pover'uomo o pover uomo? Tutte queste forme sono corrette senza apostrofo: "qual è".
  8. Si o? In caso di particella affermativa va accentato, in tutti gli altri casi no.
  9. -zzione o -zione? La forma corretta è senza doppia Z, ad esempio interrogazione.
  10. Fa o ? La forma corretta è senza accento: "fa". Se seconda persona singolare al tempo imperativo del verbo fare diventa fa' perché apostrofata per elisione dell'ultima lettera.
  11. Un'amica o un amica? Un'amico o un amico? L'apostrofo va usato solo se le parole sono femminili, quindi la forma corretta è: un'amica e un amico.
  12. Ne o né? L'accento si utilizza quando viene utilizzato come negazione: non si può  toccare  rompere. In tutti gli altri casi si utilizza senza accento: ne.
  13. Per cui o percui? La forma corretta è staccata: per cui.
  14. A fianco o affianco? A fianco si usa per dire "a lato di", affianco è la prima persona singolare del presente indicativo del verbo affiancare.
  15. Accellerare o accelerare? La forma corretta è senza doppia L: "accelerare".
  16. Daccordo o d'accordo? La forma corretta è "d'accordo".
  17. Tuttuno o tutt'uno? Tuttaltro o tutt'altro? La forma corretta è " tutt'uno" e " tutt'altro".
  18. Celeberrimo o celebrissimo? Il superlativo assoluto di celebre è "celeberrimo".
  19. Meteorologia o metereologia? La forma corretta è " meteorologia".
  20. Sopratutto o soprattutto? La forma corretta è con la doppia T: "soprattutto".
  21. E' piovuto o ha piovuto? Se il verbo piovere si utilizza per indicare la pioggia che cade dal cielo sono corrette entrambe le forme; in tutti gli altri casi, ad esempio "piovere critiche", si deve utilizzare il verbo essere.
  22. Se stesso o sé stesso? Quando il se è accompagnato da stesso l'accento non è necessario. Quando troviamo il se come forma ipotetica l'accento non ci vuole, ad esempio "se fosse andato". Quando troviamo il se come forma non ipotetica bisogna mettere l'accento, ad esempio "corre da ".
  23. C o Q? Ecco un elenco di parole che si scrivono con la C e che si possono confondere: evacuare, proficuo, scuotere, riscuotere, promiscuo, innocuo.
  24. Vada o vadiFaccia o facci?  La forma corretta del congiuntivo presente del verbo andare è "vada".  La forma corretta del congiuntivo presente del verbo fare è "faccia".
  25. A me mi piace o a me piace? La forma corretta nella maggior parte dei casi è "a me piace". Da qualche tempo l'accademia della crusca ha affermato che la forma "a me mi" è passabile purché rafforzativa anziché pleonastica.
  26. o? Perchè o perché? Poichè o poiché? L'accento corretto è quello acuto: perché poiché.
  27. Bracci o braccia? Per indicare i bracci di un fiume o di una gru si usa "bracci", per indicare la parte specifica del corpo umano si usa braccia.




90 commenti:

  1. manca qual è o qual'è?

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  2. "sms style", è proprio a causa di cose così che i genitori fanno la figura degli imbecilli con i figli.

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  3. proposizione non si può sentire però èèè..... si dice preposizione!!!

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    1. é = voce del verbo essere.

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    2. "è" l'accento è grave

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  4. Difatti la "proposizione" è una frase di senso compiuto.

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  5. Veramente per la 7, Qual'è o qual è, sono corrette entrambe in quanto sarebbe la contrazione di quale è. Quindi l'uso dell'apostrofo è corretto quanto quello della versione senza l'apostrofo.

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    1. nossignore, "qual è" non è forma contratta di nulla, in quanto "qual" esiste come tale, come parola di per sé. Es. "qual cosa tu dici?" (arcaico) :) ciao

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  6. No. Qual è si scrive senza apostrofo.

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  7. qual è senza appostrofo SEMPRE

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  8. Se proprio si vuol trovare il pelo nell'uovo l'apostrofo va girato dall'altra parte così : é....Sé...etc...questo è l'accento chiuso, come ci insegna la lingua francese ;)))

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    1. Quello che vorresti girare si chiama accento e non apostrofo.
      è - accento grave per il verbo essere -
      é - accento acuto per perché

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  9. Ciao,
    bell'elenco, ma mi permetto di intervenire per rendere noto che la 25 non è del tutto corretta.
    Da qualche tempo l'Accademia della Crusca ha affermato che anche la forma tanto odiata "a me mi" è passabile, perchè raffrozativa anzichè pleonastica.

    http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4096&ctg_id=93

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  10. ciao, ti ringrazio, non lo sapevo...l'ho appena corretto :)

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  11. Forte !
    o io che mi pensavo che lo avrebbi scritto sempre giusto invece mi paresse che qualche volta sbagliassi anche io

    complimenti per il BLoG

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  12. La 12 però è sbagliata, se si usa "non" il primo né NON DEVE esserci (Es. non si può toccare né rompere)

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    1. Errore: "né... né" = congiunzione coordinante correlativa.

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  13. la 26 contraddice ciò che è in grassetto nella 12

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    1. Sei un grande. Concordo

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    2. Errore: non lo contraddice.
      Specifica in questo modo:
      - ne (senza accento) = pronome
      - né (congiunzione) si scrive invece con l'accento; INOLTRE questo deve sempre essere acuto.

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  14. la lingua italiana è in continua evoluzione, non mi meraviglierei che alcune forme che oggi vengono ritenute scorrette, saranno corrette in futuro. Guarderei più alle cose concrete che al purismo.

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    1. La lingua è comunque un sistema di segni basato su convenzioni condivise. Un domani i limiti di velocità in autostrada potrebbero essere innalzati a 160 km/h, ma intanto, finora, se mi beccano a 160 la multa mi tocca.

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  15. manca: lo telefono, la telefono, un tempo si diceva: gli telefono al maschile e le telefono al femminile.

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    1. perché tu dici "Lo telefono"? CRISTOOOOO! Dove cacchio vivi?

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    2. e tu chi cacchio ti credi di essere, non hai nemmeno capito cosa intendevo dire con ciò che ho scritto. tranquillo anonimo io USO e ho sempre usato GLI telefono e LE telefono. Ah vivo in Sardegna, piuttosto chissà dove cacchio vivi tu..................ciao.

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  16. LE o GLI riferiti alla III persona PLURALE: "fatele vedere", anziché "fate vedere loro"...

    Suo e proprio

    I puntini di sospensione che, da TRE, diventano due o più...

    Piuttosto, assolutamente usati impunemente.

    La N al posto della M: "aNpio" non se pò sentì!

    I superlativi in -ERRIMO si contano sulle dita, perché c'è una bella regoletta che li individua.

    Ce, c'e, cè... Secondo me è colpa della Ceres ("Ceres. cè!")

    -IE: camicIe, ciliegIe... altra regolina semplice semplice, non è questione di scienza saperlo!

    Val

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    1. io non ho capito molto di quel che hai scritto, non conosco la regoletta né la regolina e lasciamo stare la Ceres, per favore...

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    2. Il plurale delle parole che terminano CIA e GIA. Se prima di CIA e GIA c'è una vocale formano il plurale in CIE o GIE (camicia - camicie / valigia - valigie). Se prima di CIA e GIA troviamo una consonante, il plurale si forma in CE o GE (arancia - arance / faccia - facce). Bisogna però sapere la differenza tra vocale e consonante! :-)

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  17. Non sopporto l'espressione: mi stai parlando sopra.

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  18. ragazzi, molti non distinguono più tra ho e o, tra ha e a....oppure "che c'entra" viene scritto spessissimo "che centra"... cosa obbrobriosa, ho visto spesso scrivere "c'è ne" invece del corretto "ce n'è"... Mi fermo qui, anche se avrei una miriade di esempi da fare....

    PS: per Andra Evolti: "qual è" si scrive sempre senza apostrofo.Non c'è nessuna "contrazione", come hai detto tu!(quella che tu hai definito erroneamente "contrazione" è l'elisione, ma comunque non è questo il caso!) Si ha troncamento della vocale già prima dell'incontro con la vocale successiva e questo è dimostrato dal fatto che si dice ad esempio "qual buon vento".

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    1. Molti dovrebbero terminare le elementari prima di usare internet o i cellulari.

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  19. La parola acua scritta così non si può vedere..........

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  20. mi rattrista pensare che queste, per qualcuno, siano eccezioni passibili di errore e facciano parte della lingua morta (massacrata). Tutte le 'eccezioni' scritte, sono corrette. E qual e' non ha l'apostrofo, infatti, perche' nella lingua italiana esuste qual tal... eccetera.

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  21. e dell'uso improprio, tipico soprttutto al sud, di verbi intransitivi usati come se fossero transitivi, ne vogliamo discutere? il classico "scendi la spazzatura" oppure "veniamo già mangiati", o "il gatto esce le unghie e graffia"...ma PER FAVORE...vi imploro, vi scongiuro...i dialetti meridionali sono bellissimi, hanno una loro musicalità, una cultura, rispetto molto chi usa il proprio dialetto per esprimere meglio concetti o emozioni; ma quando si vuole usare l'italiano, bisogna farlo correttamente, non giustificare errori marchiani con la propria appartenenza geografica!

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  22. scusa Cristina ma che c'entrano i dialetti? Perchè potremmo parlare al'infinito in questo caso. Delle doppie dei veneti per esempio, che ci sono quando non ci vogliono e viceversa. Oppure dell'orrido uso al nord di piuttosto usato come "anche" piuttosto che come "invece" . Vogliamo continuare?

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    1. Penso solo che volesse dire che al sud è più diffuso questo uso erroneo dei verbi, magari si è lasciata trasportare.
      E sono d'accordo con lei che è veramente orribile.

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  23. A me hanno insegnato che:

    10. fa (nota ) fà (voce del verbo fare)
    21. è piovuto in quanto piovere è un verbo impersonale e pertanto richiede l'ausiliare essere
    Segnalo un altro uso improprio:
    Buon fine settimana anzichè Buona fine settimana (si concorda con il nome e non con l'aggettivo.

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    1. Ma l'insegnante mi sa che è morta giovane!!! scusa se mi permetto...ma credo che "settimana" non sia aggettivo ma sostantivo e che anziché si scriva con l'accento acuto...e...velo pietoso sui punti 10 e 21..

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  24. non darei la colpa all'sms style, l'ignoranza della lingua italiana è sempre esistita...

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  25. Credo che l’sms style sia tipico del mezzo: è un codice “tecnico”. Dunque non mi scandalizzo più di tanto. Segnalo inoltre una questione che riguarda la prima persona singolare dell’indicativo presente del verbo dare: io do. La consuetudine vuole che “do” vada senza accento. Non di meno, considerato che esiste anche la nota “do”, non sarebbe del tutto irragionevole applicare la stessa eccezione che viene adottata per la terza persona “dà” per distinguerla dalla preposizione. Ovviamente non mi azzarderei mai ad applicarla autonomamente…ma mi sembra una sorta di ingiustizia linguistica…

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  26. Perbacco! Ho sempre pensato che "settimana" fosse un sostantivo, adesso scopro che può essere un nome ma anche un aggettivo: mi si aprono orizzonti infiniti...

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    1. Il "sostantivo", tecnicamente, fa parte della categoria "nome". Infatti funziona secondo le norme della "morfologia nominale". L'errore del commento del 24/12 sta nella citazione di un aggettivo inesistente: quella citata è parola composta, tecnicamente, da Nome+Nome. In ogni caso segue, per le concordanze, regole precise, come è naturale. Ed è maschile.

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  27. Anonimo scacchista dice
    Al 10. Forme corrette per l'imperativo: fà e fa'

    Alle dieci e mezza o alle dieci e mezzo? Giusto il secondo.

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    1. In Italiano, "fà" (con l'accento) NON esiste. È sempre errore.

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  28. Inserirei anche "Obiettivo". La si ritrova spesso con due "b"

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  29. Comunque,gli errori più frequenti sono quelli che riguardano il condizionale e le T usate al posto delle D o le M al posto delle N(e viceversa)

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  30. e quando si leggono commenti del tipo: "non lo fatto apposta"!! oppure: "avvolte succede"
    Addio lingua italiana :-(

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  31. la 6) è sbagliata, non è necessario che la vocale sia la stessa: vedi "ad esempio" (a-e).

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    1. A quanto pare allora non sai leggere: "Se la parola successiva inizia per vocale diversa la d eufonica è FACOLTATIVA e NON viene considerata errore: vado a Empoli, vado ad Empoli."

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  32. Punto 7: io dico no, no, no e no.
    Sono convinto, e nessuno me lo toglie dalla testa, che "qual'è" sia corretto perché, come dice Andrea Evolti, è la contrazione di "quale è".
    Buonanotte.

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    1. C'è un metodo tecnico per identificare quando ci si trovi davanti a un caso di elisione (che comporta la presenza dell'apostrofo) o di troncamento (che lo esclude).

      ELISIONE (con apostrofo) = quando si incontrano due parole della quale la prima termina in vocale e la seconda inizia per vocale, la prima parola perde l'ultima vocale e si ha quindi elisione; ma si ha appunto elisione SOLO se la prima parola perde la vocale SOLO se la parola successiva inizia per vocale. Es.: unA Amica > un'amica; unA Estetista > un'estetista. MA unA Bambina: se la parola successiva inizia per consonante, la prima MANTIENE la vocale.

      TRONCAMENTO (senza apostrofo) = la prima parola, terminante in vocale, perde l'ultima vocale sia se la successiva inizia per vocale, sia se inizia in consonante. Un(O???) Amico > NO: UN amico. Un(O???) Bambino > NO: UN bambino (quindi davanti a consonante). Allo stesso modo "qual(E) era" NON ha MAI apostrofo perché "qual" si ha anche davanti a consonante: "QUAL Buon vento?" Infatti si tratta di TRONCAMENTO, non di elisione, e non ha mai apostrofo.

      "Contrazione" è una regoletta caruccia e originale, se avessimo due anni e ci stessimo cimentando con i primi goffi tentativi metalinguistici.

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  33. sono d' accordo, non concordo con "sono le dieci e mezzo" in quanto "
    mezzo" à indicativo della metà dell'ora e ora è femminile..

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  34. Nel nord italia non viene utilizzato il passato remoto neanche sotto tortura.

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    1. E pensano di fare bene? Se devi parlare di tre diversi momenti temporali, di cui uno presente, uno passato e uno remoto, come rendi la differenza?
      Ok non usarlo a sproposito tipo siciliano, ma nel modo giusto secondo me è d'obbligo.

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  35. Mannaggia: la 6) "E o ed? A o ad? La d si aggiunge preferibilmente nel caso in cui la parola che segue cominci con la stessa vocale. Ci sono alcune eccezioni come "ad esempio"" [cit.]. Va bene correggerla, ma almeno sapere la regola: si coniugano soltanto la A e la E e vanno davanti a qualunque vocale: Ad Esempio, Ad Ognuno, Ad Immagine, Ed Io, Ed Uno ecc. ecc.

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  36. Quanti maestri ... e quanti errori, tra questi maestri!

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  37. Una curiosità.
    Nello scrivere perché, è consigliato l'accento acuto: c'è distinzione d'accento tra il "perché" di una domanda ed il "perchè" di una risposta?
    Grazie.

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  38. no, non c'è alcuna differenza, bisognerebbe utilizzare sempre quello acuto, "perché", sia nelle domande che nelle risposte. Spesso però utilizziamo quell'altro accento poiché sulla tastiera si fa più velocemente

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  39. Per tutti quelli che insistono sul "qual'è" con l'orribile apostrofo:

    L'esatta grafia di qual è non prevede l'apostrofo in quanto si tratta di un'apocope vocalica, che si produce anche davanti a consonante (qual buon vento vi porta?) e non di un'elisione che invece si produce soltanto prima di una vocale (e l'apostrofo è il segno grafico che resta proprio nel caso dell'elisione). Come qual ci sono altri aggettivi soggetti allo stesso trattamento: tal, buon, pover (solo nell'italiano antico), ecc. È vero che la grafia qual'è è diffusa e ricorrente anche nella stampa, ma per ora questo non è bastato a far cambiare la regola grafica che pertanto è consigliabile continuare a rispettare.

    A cura di Raffaella Setti
    Redazione Consulenza Linguistica
    Accademia della Crusca

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  40. Sulla d eufonica: la norma applicata attualmente dagli editori e dai giornali è quella esposta; è abbastanza recente, fino a qualche decennio fa la d eufonica si usava sempre davanti a qualsiasi vocale (con risultati abbastanza cacofonici). "Ad esempio" viene generalmente considerata un'eccezione, ma io personalmente lo cambio sempre con "per esempio" che è più corretto.
    Ribadito che "fa" indicativo va senza accento, segnalo che anche l'imperativo è corretto (anche) senza apostrofo (non con l'accento, invece).
    Le note musicali prendono tutte il nome da parole esistenti, quindi l'idea che un accento distingua una parola da una nota non ha senso.
    S*

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  41. mamma mia no o parole..

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  42. io metterei anche collutorio con due t...

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  43. qual'è viene usato da Saviano. perchè è cmq una forma corretta!

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  44. Il "ma però" non si può sentire...

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  45. se vogliamo parlare di frasi che non si possono sentire allora esemplifico con la seguente: "facessero il loro dovere!". Da Di Pietro in poi ormai frasi così le usano anche i politici ed io rabbrividisco ogni volta... Resto in silenzio solo perchè - anzi,perché - mi ostino, nonostante tutto, a scrivere ed a tollerare quel "qual'è"...

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  46. Qual è si scrive SEMPRE senza apostrofo, CON L'APOSTROFO è da analfabeti. Lo stesso vale per Sì.

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  47. Anche io non sono molto d'accordo sull'espressione qual è senza apostrofo. Perché a me è sempre stato contestato che se faccio una domanda ad esempio: Qual'è il monte più alto d'Italia?
    Va apostrofato perché l'espressione sarebbe quale è. Non sono professoressa, però vuol dire che la mia maestra era ignorante?
    Per le altre espressioni qual buon vento sono d'accordo però per il qual'è no. Poi boh

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  48. Alcuni di questi commenti sono VERGOGNOSI. Non correggete se non sapete quel che state dicendo! State solo dimostrando tanta, tantissima ignoranza.
    C'è chi non riesce neanche a capire la differenza tra APOSTROFO ed ACCENTO, e nonostante questo ha il coraggio di parlare!
    E non giustifichiamo l'ignoranza con l'alibi del "dialetto", il dialetto può essere tollerato finché usato tra vicini di casa!!

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  49. Qual'è o qual è: ognuno la pensi come vuole ma la grammatica è chiara. Elisione o troncamento? questa è la differenza. Ecco perché la scrittura corretta è solo "qual è" senza apostrofo. Il termine "qual"come anche "tal" sta in piedi da solo. quindi non ha bisogno di alcun segno che sostituisca una lettera.

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  50. Mi spiace ma fà non esiste. Esite solo "fa" per la terza persona singolare: "lui fa". Oppure si scrive fa' (SOLO CON L'APOSTROFO) che starebbe per "fai": "Fa'(fai) silenzio per favore" utilizzato nel modo imperativo. Cioè come ordine. Scusate ma nei commenti c'è tanta gente che CREDE di conoscere le regole grammatical; ma dovrebbe riaprie un libro di grammatica italiana.

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  51. Manca anche aeroporto.. Molti non lo sanno e dicono aereoporto

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  52. Nella 10 hai scritto "perchè" con accento grave.

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  53. Salve,
    giusto per curiosità... i credits per l'immagine che avete preso da me (http://www.cionfs.it/forum/la-morte-della-lingua-italiana-vt9744.html) quando li mettete?

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  54. Manca c'è o ce!!!!

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  55. nel corso di 7 anni di insegnamento della lingua italiana all'estero, ho compilato un documento simile a questo, non tanto di "errori" comuni, visto che i miei studenti non sono madrelingua italiana, bensì di peculiarità.

    Come dice l'anonimo qui sopra inserirei anche il c'è o ce, poi "a posto" o "apposto" (lo stesso con apposta)
    l'imperativo del verbo sapere è peculiare

    poi in meridione (soprattutto in Sicilia) fanno un errore ormai famoso, differenziare il verbo insegnare dal verbo imparare (visto che essi utilizzano il secondo per entrambi i casi)

    alcuni participi irregolari come per esempio il verbo ESIGERE (esatto)

    l'uso dell'ausiliare corretto con i verbi modali (HO dovuto andare o SONO dovuto andare)

    l'uso dei pronomi indiretti (in particolar modo quello femmile): a mia sorella GLI ho detto che... / a mia sorella LE ho detto che...

    in realtà ci sono tante minuzie

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  56. Scusate, ma la grafia buona è "sé stesso" (e "sé medesimo") con l'accento (acuto). Vedete che cosa ne dice il "DOP", ch'è un po' la bibbia dell'ortografia italiana: http://www.dizionario.rai.it/poplemma.aspx?lid=12384&r=430. Dice: "frequenti ma non giustificate" le grafie senz'accento. Ha ragione, e così la pensano tutte le autorità in questo campo.

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  57. L'accademia della crusca riguardo "se stesso" dice quello che è scritto nell'articolo

    http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/accentazione-pronome-stesso

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  58. - Si può scrivere: "non si può né toccare né rompere"?

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  59. qual e', senza apostrofo e per i meridionali il verbo uscire e' intransitivo per cui non si dice ESCO la bicicletta...ma metto fuori la b. E non si dice LA O LO TELEFONO, ma LE o GLI TELEFONO. CHIARO?

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  60. polentoni del cazzo, lasciateci nostri strafalcioni e tenetevi bossi e tutti i suoi figli parassiti, di sicuro ne trarrete giovamento.

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  61. Mi sembra che siano cose talmente scontate da non meritare alcun commento...

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  62. L'hai appena lasciato un commento!

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  63. Me lo dii( alla Fantozzi).

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  64. Comunque per indicare se piove o meno si usa il verbo essere quindi si dice É PIOVUTO E NON HA PIOVUTO

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  65. cuest' acosa dell' agramatica a me mi piace molto anche di piu.
    l'à grramattticca e molto importante per essenrne piu migliori di ogni giorno di piû,
    Ecco.

    un' saluto da Ugo Fosforo

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  66. non è del tutto esatto il n°21... Piovere è comunque un verbo impersonale è rimane sempre con il verbo essere, quindi "sta piovendo" e non "è piovendo" (forma usata al sud xD, per la cronaca sono terrona anche io, ecco perché ho tenuto precisarlo ;D), poi al passato "è piovuto" e non "ha piovuto"... la pioggia non è una persona per avere il bisogno del verbo avere.

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  67. Tutto giusto e corretto e utile, ma se non si spiega il perchè delle regole queste rimangono parole da imparare a memoria.
    Es: principio di disambiguazione per gli errori 1 e 2

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  68. IMPORTANTE, per l'autore del blog.
    ERRATA CORRIGE al punto n. 10: l'imperativo è un modo, non un tempo.

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